Cina, l’amore del Pd non si scorda mai
I democratici danno patenti di atlantismo dopo aver aperto le porte al Dragone. La Via della Seta però porta la firma del Bullo e di Paolo Gentiloni, con la benedizione di Sergio Mattarella.
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I democratici danno patenti di atlantismo dopo aver aperto le porte al Dragone. La Via della Seta però porta la firma del Bullo e di Paolo Gentiloni, con la benedizione di Sergio Mattarella.
Il viaggio a Mosca abortito, le parole del funzionario dell’ambasciata russa sui ministri leghisti: cose già scritte. Ma vengono riproposte con il paravento di un fantomatico documento dei servizi segreti. Gabrielli smentisce, però Letta e compagni si buttano a pesce,…
«La Stampa» riciccia una nostra esclusiva su Salvini a Mosca citando presunti documenti degli 007. E associa i fatti alla caduta del governo, mentre il leghista rinunciò al viaggio proprio per evitare danni.
Carlo De Benedetti rinnega sé stesso sulla guerra in Ucraina, chiede un nuovo comitato di liberazione nazionale da Giorgia Meloni ed evoca agitazioni nel Dipartimento di Stato americano. Peccato che persino il New York Times lo smentisca: «Si chiama democrazia».
L’ipotesi Giorgia Meloni premier manda in tilt la sinistra, che ha sempre elogiato il rosa al potere. E lo stesso vale per i gay non allineati.
Appuntamento alla Camera alle 17: da lì la coalizione deve uscire con l’accordo sulla premiership. Il capo del Carroccio: «Chi ha un voto in più decide, però alla fine».
Nonostante la batosta di Verona, i partiti continuano a dividersi. Sul premier ma soprattutto sulla spartizione dei candidati. Fi e Lega fanno i conti sull’ultima tornata, Fdi sui sondaggi e rivendica il 50% dei posti disponibili.
Non solo l’evocazione del fascismo immaginario. Non solo l’occupazione della Rai a scopo di propaganda. Non solo l’esibizione di atlantismo peloso da parte di chi ha favorito Cina e Iran. Ora anche Zingaretti e i sindaci che voltano le spalle…
Conservatrice e atlantista, la leader romana di Fdi ha da tempo intrapreso un percorso poco apprezzato dai movimenti neofascisti. Eppure alla sinistra, che coccola i «propri» estremisti, sembra non bastare mai.
Fino a poco fa il segretario dem strizzava l’occhio a Giorgia Meloni in chiave anti Lega. Ora mette l’elmetto e rispolvera il pericolo nero. Aiutato da Repubblica che arriva al ridicolo: rimprovera alla leader di Fdi di avere un cognome…
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