Umberto Smaila: «Rifare oggi “Colpo grosso”? Temo che mi auto-censurerei»
Il conduttore: «All’epoca era vietato vietare, eravamo più spensierati. Non ha vinto il femminismo, ma il conformismo. Sono felice di aver ricordato le foibe alla Camera»
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Il conduttore: «All’epoca era vietato vietare, eravamo più spensierati. Non ha vinto il femminismo, ma il conformismo. Sono felice di aver ricordato le foibe alla Camera»
Il ds specializzato in promozioni: «L’obiettivo era la salvezza, ma passo dopo passo abbiamo alzato l’asticella. Il mio segreto? Zero social e 20 ore di lavoro al giorno. L’algoritmo serve, però è l’occhio a fare la differenza».
Il bosco «a misura d’uomo» è addomesticato, ma esiste anche quello «vero» che ci precede. E che deve rimanere inaccessibile.
L'ex ministro viene archiviato dal tribunale dei ministri e nel contempo fa la vittima accusando i danneggiati di aggredirlo. Ne parliamo con Roy de Vita, con cui affrontiamo anche il tema complesso del finanziamento alla sanità.
Antonella Ruggiero, la voce dei Matia Bazar lancia l’album «Altrevie»: 12 tracce alle quali è stata applicata la tecnica del «reverse», utilizzata anche dai Beatles. L’intuizione artistica è del marito: «Siamo in sintonia».
Padre Renzo Lavatori, sacerdote esperto di entità celesti: «Sono pura luce, a Padre Pio sono apparsi. Il loro tocco può svegliarci, basta che li preghiamo».
L’esperto Gianclaudio Torlizzi: «Sbagliato sottovalutare i simboli. Xi sta convertendo l’economia dall’edilizia all’energia e bloccherà l’export di materie prime. Subiremo uno choc inflazionistico».
Il leader di Noi moderati Maurizio Lupi: «Abbiamo fatto errori, ma il successo nella collocazione del Btp Valore conta di più: mostra che gli italiani si fidano dello Stato. Basta litigare, togliamo dal tavolo le polemiche sul terzo mandato».
La scrittrice: «I miei versi sono come una ruspa che scava nei detriti tossici per estrarvi quello che ancora vive e vibra. Le parole sono una “telecamera” che osserva e ascolta il paesaggio. Ho imparato a sospendere giudizi e paragoni…
Il poeta Massimo Morasso: «Credo poco al visibile e molto più all’invisibile. La parola deve essere un antidoto al nullismo, in senso ascendente. Mentre la poesia oggi è sempre più autoreferenziale e punta al mercato di massa».
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