Giù consumi e prezzi. Ma è solo l’effetto della produzione ko
Per evitare i salassi, le aziende preferiscono chiudere i battenti riducendo l’uso di gas. E sull’export pesa il boom inflazione.
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Per evitare i salassi, le aziende preferiscono chiudere i battenti riducendo l’uso di gas. E sull’export pesa il boom inflazione.
Dalle pipeline esistenti e dalla produzione europea è impossibile ottenere di più Import e costi aumentano di pari passo. La Germania si blinda per 15 anni col Qatar.
Pizzino dall’Eurogruppo contro il futuro Parlamento a meno di 20 giorni dal voto: «Ci aspettiamo la ratifica». Il piano: costringere il prossimo governo, sotto lo schiaffo dell’emergenza, alle condizioni capestro del fondo. E l’Ue completa l’opera: tasse su tutto, tetto…
Economia tedesca sotto la lente di ingrandimento per l’uso elevato del contante e l’alto livello di apertura al commercio internazionale. Nonostante certi luoghi comuni, l’Italia risulta più attenta di Berlino e fa anche più dell’Olanda, piazzandosi appena dopo la Francia.
Sorpresa nei dati di Bankitalia. Con Supermario, sono schizzate le passività della nostra banca centrale verso l’Eurosistema: +67 miliardi tra aprile e luglio. Colpa di caro energia, investimenti dirottati all’estero e disinvestimenti degli stranieri sui Btp.
Le bugie sul Recovery a rischio nascondono il vero problema: un esecutivo dimissionario non può mettere la fiducia sui decreti per il Pnrr. Quella che dovrebbe essere la normalità, ovvero la centralità dell’Aula, viene vista come un pericolo.
Crescita dei prezzi all’8%, come nel 1986, trainata dal +64% del comparto energetico rispetto a un anno fa. Sarebbe urgente riattivare le sette centrali a carbone, invertire la rotta sulle trivelle e affrontare il tema Libia.
Il responsabile gestioni patrimoniali di Banca Generali: «I mercati sono segnati da tassi in crescita e volatilità. Per cui occorre diversificare. L’economia cinese però sta per ripartire e potrebbe trainare tutti gli altri listini».
Il tributarista: «Tutta una farsa per far vedere all’Europa che fai qualcosa. L’Agenzia delle entrate non vuole combattere davvero l’evasione, colpiscono la grande azienda ma non vanno a scovare chi non è conosciuto».
Dopo anni da fanalino di coda, nel 2022 il London stock exchange è cresciuto del 3,2% a fronte di un crollo di oltre dieci punti dell’indice mondiale. L’esperto: «Pesa la forte presenza di titoli legati all’energia».
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