Gentiloni: «Nuove regole sul debito». Ma è costretto a rimangiarsi tutto
Il dem prima nomina il Patto di stabilità poi fa dietrofront: «Parlavo solo di fisco».
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Il dem prima nomina il Patto di stabilità poi fa dietrofront: «Parlavo solo di fisco».
Il partito è dilaniato: chi fa la corte ai grillini, chi è pronto a cedere alle sirene di Fi e chi è stordito da Pedro Sanchez. E Nicola Zingaretti? Guarda.
Niente più scorciatoie tecnologiche e «infarinature» generali. Finalmente lo studente torna al centro del sistema scolastico.
Il governo insiste: la carta verde sarà estesa ai luoghi di lavoro. Iniezione coatta dopo l'approvazione definitiva del farmaco.
Per rimuoverli c'è una procedura: se il presidente propone la revoca, il Consiglio deve esprimersi a maggioranza. C'è il precedente di Vittorio Sgarbi, allontanato dal Cav nel 2002.
Gentiloni promuove il progetto dell’Unione e boccia la linea critica del segretario.
In seguito alla débâcle afgana torna in auge l'ipotesi di un esercito europeo. Ma l'idea è irrealizzabile finché non si decide chi comanda e senza una strategia condivisa tra Stati. E l'asse Italia-Usa sarebbe indebolito.
Vista la tensione fra le anime della maggioranza, l'agenda dei lavori si fa rovente: autonomie, debito di Roma e Tav.
I contribuenti che hanno aderito senza rispettare il piano di pagamento possono mettere in regola la loro posizione fino al 30 aprile. Va presentata domanda telematica.
Entro fine settembre raggiungeremo l'80% di vaccinati: dato sopra la media Ue. Ma continuano le spinte sui giovani, che rischiano meno dalla malattia. Gli insegnanti risultano protetti al 90%: perché accanirsi? Meglio concentrarsi semmai sulle fasce più anziane.
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