Giallo sui contratti dei vaccini Pfizer: «Sconosciuti effetti ed efficacia»
Ansa
Nell’accordo firmato dall’Ue è specificato che reazioni avverse e utilità delle iniezioni sono ignote. Eppure, i sieri ci furono imposti. L’Ema rivela: il colosso tacque sulle sequenze di Dna del virus forse cancerogeno.


Di quante cose poco chiare, per non dire preoccupanti, era a conoscenza l’Ema, l’agenzia europea del farmaco, quando nel dicembre 2020 ha dato il via libera al vaccino anti Covid-19 di Pfizer? L’ultima ammissione di «trascuratezza» è arrivata in merito alla presenza nel vaccino a mRna del promotore SV40, ovvero sequenze di Dna originate dal virus derivante dalle scimmie SV40 che aiutano a stimolare l’espressione genica. «Mentre la sequenza completa del Dna del materiale di partenza del plasmide è stata fornita nella domanda iniziale di autorizzazione all’immissione in commercio (condizionata, ndr) per Comirnaty, il richiedente non ha evidenziato specificamente la sequenza SV40», ha dichiarato l’agenzia regolatoria a The Epoch Times.

Pfizer non l’avrebbe fatto, perché quel potenziatore nel suo vaccino «era considerato una parte non funzionale del plasmide», ha affermato l’Ema. Però c’era, e rimane. Ad aprile, l’esperto di genomica Kevin McKernan di Boston si è detto «allarmato per la presenza di un promotore dell’SV40 (oncogeno o cancerogeno) nelle fiale del vaccino Pfizer, una sequenza che viene usata per guidare il Dna nel nucleo, specialmente nelle terapie geniche».

Il dottor Robert Malone, un esperto di vaccini, ha spiegato che «non c’è motivo» di includere la sequenza, ma secondo Ema si tratterebbe solo di «frammenti della SV40». Le sequenze di Dna verrebbero «scomposte e rimosse» durante il processo di produzione e «possono essere presenti solo come impurità residue a livelli molto bassi, che vengono regolarmente controllati», assicura l’agenzia.

«Senza fornire alcuna prova scientifica», contesta McKernan, che ha indicato almeno «100-200 miliardi di frammenti del plasmide in ogni dose». Come ne ha scritto La Verità, l’oncologo britannico Angus Dalgleish individua nella soppressione delle cellule T (responsabili della risposta cellulare al virus, ovvero il riconoscimento e l’eliminazione delle cellule infettate), nell’integrazione del plasmide del Dna e dell’SV40, elementi che possono «provocare una tempesta perfetta per lo sviluppo del cancro». L’Ema tenta di addossare a Pfizer la responsabilità di «non aver evidenziato» la presenza di una sequenza di Dna, ma siamo certi che l’agenzia abbia analizzato con la massima precisione la documentazione su un vaccino sperimentale, che andava somministrato a milioni di cittadini?

Pensiamo a quanto dichiarava l’azienda farmaceutica nell’Advance purchase agreement (Apa), il contratto di acquisto anticipato per lo sviluppo, la produzione, le opzioni di acquisto prioritario e fornitura di un vaccino, stipulato a Bruxelles a fine 2020. A firmare, per gli Stati membri, era Stella Kyriakides, commissario per la Salute e la Sicurezza alimentare. Al paragrafo 4 di pagina 48 si dichiarava: «Lo Stato membro partecipante riconosce inoltre che gli effetti a lungo termine e l’efficacia del vaccino non sono attualmente noti, e che potrebbero esserci effetti avversi del vaccino attualmente non noti».

Stessa dicitura compariva nel contratto quadro, per definire le clausole, di Moderna produttrice dell’altro vaccino anti Covid a mRna. La trasmissione Report su Rai3 li mostrò nell’aprile 2021.

Adesso è tornato a circolare, dopo che la Ong Health Justice Initiative è riuscita ad avere dal dipartimento nazionale della sanità sudafricano il contratto non oscurato, stipulato con Pfizer. Identica era la dichiarazione di non avere certezze su efficacia e sicurezza del vaccino, che stavano producendo e vendendo. Ema sicuramente ha letto quel paragrafo, risultava sin da subito nel capitolo missing information tutto il deficit enorme di informazioni sulle conseguenze che queste sostanze potevano avere, e che è ovviamente stato inserito anche nel Purchase Agreement.

Sia l’assessment report (il riassunto delle caratteristiche del farmaco), sia il risk management plan (il piano di gestione dei rischi della somministrazione delle sostanze) erano stati vagliati dai responsabili europei e nazionali, ma nessuna autorità sanitaria ha pensato di informare i cittadini sulla mancanza di sicurezza dei vaccini, ammessa dalla stessa Pfizer.

Li hanno raccomandati, imposti mentendo sulla loro efficacia e omettendo di dire che non si conoscevano gli eventi avversi. «Nella mia relazione alla commissione affari costituzionali del Senato del gennaio 2022, ho citato i contratti stipulati dalla Ue, e poi dai Paesi membri, con Pfizer e Moderna», spiega l’avvocato Renate Holzeisen. «Sottolineavo che “dimostrano il difetto di prova dell’efficacia e della sicurezza di queste sostanze”, però i responsabili di Aifa, il ministero della Salute, l’Iss hanno continuato a non informare le persone e a non rafforzare la farmacovigilanza».

L’Ema per prima, è venuta meno al suo ruolo. E ha rinunciato ad effettuare studi sulla genotossicità dei vaccini a mRna. La scorsa settimana, al Parlamento australiano il senatore Gerard Rennick ha posto una domanda precisa a Raj Bhula, capo dell’Agenzia australiana di regolamentazione dell’ingegneria genetica (Ogtr). Le ha mostrato documenti della Pfizer, dove si dichiara che la trasfezione è una parte cruciale del processo di produzione della terapia genica, e dell’American Society of Gene and Cell Therapy, dove si può leggere dell’anti Covid a mRna: «Il vaccino introduce brevemente nuovo materiale genico nelle cellule per produrre anticorpi». Allora, «perché il vaccino a mRna non è stato testato per la genotossicità e perché l’Ogtr non lo ha classificato come terapia genica?», ha chiesto il senatore. Sconcertante la risposta della dottoressa Bhula. Ha detto che «quel vaccino fu importato, non prodotto in Australia», dove avrebbe dovuto sottostare ad altre regole.

Il senatore si è arrabbiato: «Ma la trasfezione sta avvenendo qui. Si stanno trasfettando cellule di cittadini australiani […] È chiaro che la legge è stata violata e la gente ha sofferto a causa di ciò. Le autorità devono essere ritenute responsabili». Chiarisca anche l’Ema, perché continua a classificare come vaccini sostanze geniche che possono attivare alcuni geni, o attivarne altri cancerogeni.

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