L’Occidente prepara la guerra lunga (anche alle libertà)
Jens Stoltenberg, Boris Johnson e Paolo Gentiloni sono costretti ad ammettere le difficoltà belliche. E annunciano sacrifici al nostro stile di vita.
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Jens Stoltenberg, Boris Johnson e Paolo Gentiloni sono costretti ad ammettere le difficoltà belliche. E annunciano sacrifici al nostro stile di vita.
Dopo il ritiro delle truppe francesi, Bamako lascia il G5 Sahel. E si avvicina all’orbita russa, sempre più influente nella regione. I principali flussi migratori passano da lì.
Al Forum di San Pietroburgo lo zar sfida l’Occidente: «Sanzioni senza precedenti che colpiscono chi le applica». E in particolare l’Ue: «Ha perso la sovranità». Ad ascoltarlo Cuba, i Talebani, ma anche le italiane Camera di commercio e Confindustria Russia.
Parigi: «Se si vuol schiacciare Mosca non c’è pace». Il Cremlino applaude, Berlino si allinea. Londra invece dà man forte a Volodymyr Zelensky. Ursula von der Leyen: sì all’Ucraina nell’Ue. Ma Bruxelles dice: «Iter lungo e doloroso».
Per il tanto invocato ingresso futuro dell’Ucraina nella Ue c’è un conto salato da pagare. Che si aggiunge alla parcella delle sanzioni e alla costosa ritorsione russa sul gas: forniture tagliate e prezzo raddoppiato. Mentre il governo «scopre» i pozzi…
Il segretario Nato: «Daremo aiuti senza precedenti». Da Londra altre sanzioni a Kirill.
La visita in Ucraina per promuovere tavoli di pace. L’inquilino di Chigi: «Il mondo ora vuole diplomazia». Pure gli Usa confermano iniziative per avviare un dialogo. L’atteggiamento di Joe Biden però è ancora ambiguo.
Il «Financial Times» rivela: il Cremlino aggira l’embargo europeo al petrolio. Al centro della triangolazione c’è l’India, che compra l’oro nero con lo sconto, lo raffina e lo rivende facendo soldi a palate. E c’è un’altra pista che porta all’Arabia…
Il premier, Olaf Scholz e Emmanuel Macron nella capitale: «Entrerete nell’Ue». Volodymyr Zelensky invoca mezzi pesanti. Mr Bce nega: «Non li ha chiesti».
Il «Financial Times» rivela: il Cremlino aggira l’embargo europeo al petrolio. Al centro della triangolazione c’è l’India, che compra l’oro nero con lo sconto, lo raffina e lo rivende facendo soldi a palate. E c’è un’altra pista che porta all’Arabia…
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