Prodi cede alle sirene di Macron e sogna un’Europa a guida francese
L’ex premier va matto per Parigi (e Pechino) e lascerebbe ai transalpini la Difesa Ue.
Pagina 301
L’ex premier va matto per Parigi (e Pechino) e lascerebbe ai transalpini la Difesa Ue.
L’Occidente si indigna per le elezioni taroccate in Russia. Dovrebbe però farsi delle domande su un leader che è sempre più forte e gode comunque di un consenso nella popolazione, pur con sacche di ribellione. La sterile condanna morale non…
Antonio Tajani si smarca dall’esponente Ue. Trovato un altro arsenale vicino a un ospedale. Negoziati: sarà coinvolto il capo di Hamas.
Il ministro: «Non siamo in guerra con Mosca, impossibile inviare soldati. Invece a Gaza sì, qualora intervenisse una forza di pace Onu. Nelle università c’è una caccia all’ebreo».
Giorgia Meloni al Cairo con Ursula Von der Leyen per coinvolgere anche Al Sisi nel piano Mattei.
L’esperto: «Punta a Odessa per espellere l’Ucraina dal Mar Nero. L’Eliseo vuole Parigi al vertice dell’Ue al posto della Germania».
Il Sahel continua ad allontanarsi dall’orbita occidentale. Sabato, il governo del Niger ha sospeso la cooperazione militare con gli Stati Uniti.
Con lo scioglimento della calotta polare, i mari del Nord sono diventati più navigabili. E Mosca ne approfitta. Ecco perché si moltiplicano le operazioni a guida americana nell’area. E pure il riottoso Emmanuel Macron si allinea.
Malgrado le tensioni, Francia e Russia lavorano a un impianto per arricchire uranio in Germania e a un maxi reattore a fusione.
«Le président» Emmanuel Macron, che così spera di archiviare i flop nel Sahel, approfitta della debolezza tedesca per ricostruire l’egemonia sul Vecchio continente, in chiave anti Usa. Perciò lo disturba l’intesa di Giorgia Meloni con Washington.
Accedi
Registrati
Registrazione completata. Ti abbiamo inviato un'email per confermare il tuo account.