Pacifista, arcobaleno e green: l’escalation aizzata dalla politica più liberal d’Europa
La premier finlandese è un distillato di progressismo: figlia di una madre lesbica, fa sua l’agenda ecologista e femminista.
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La premier finlandese è un distillato di progressismo: figlia di una madre lesbica, fa sua l’agenda ecologista e femminista.
Il presidente uscente non ha brillato al primo turno delle presidenziali, Marine Le Pen cerca il ribaltone con i voti in arrivo dai candidati esclusi dal ballottaggio. Militanti di estrema sinistra appiccano incendi nelle due città.
L’assemblea generale, come chiesto dal G7, sospende la Russia. Che però incassa l’appoggio esplicito della Cina e l’aiuto di Africa e India. L’Ucraina rilancia le accuse su Bucha e i negoziati restano in salita.
Il governatore veneto: «Sono passati pochi mesi ma è un’altra era glaciale. Adesso la priorità è fermare le speculazioni. E dare più soldi alle Regioni che sanno spenderli».
La moneta russa, data per carta straccia in Occidente, è già tornata ai suoi livelli. Nel braccio di ferro sul gas Mosca resta favorita. E dopo Cina, India e Turchia pure il Giappone molla la guerra economica al Cremlino.
Il presidente Usa attacca («È un tiranno da rovesciare») e cita Karol Wojtyla in chiave militarista. Mosca replica: «Non decide lui chi comanda qui». Poi la Casa Bianca corregge il tiro. Volodymyr Zelensky non nasconde la delusione.
La Russia non è isolata, può contare sull’appoggio di molti Stati. Le stesse aziende occidentali si rifiutano di lasciare il Paese. Che infatti non si piega, anzi rilancia. La sua moneta si riequilibra, il prezzo dell’energia sale ancora. E gli…
Il presidente alla Knesset: «Mosca vuole la soluzione finale, come i nazisti con gli ebrei». Replica sdegnata: «Paragone da negazionista, gli ucraini contribuirono all’Olocausto». La Turchia: «Vicina un’intesa di pace».
Il coprifuoco ordinato dal governo svuota le strade: si può sparare senza preavviso su qualsiasi cosa si muova, anzi si deve. Gli abitanti si informano sulle app, cercando di distinguere verità e propaganda. E nei parchi del centro sorgono le…
Lo storico inviato di guerra: «Il materiale bellico non muta le sorti del conflitto e noi ci giochiamo la chance di svolgere un ruolo di mediazione. Vladimir Putin come Hitler? Paragone forzato. E la Nato ha le sue responsabilità».
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