Dalle morti agli obiettori. Sull’aborto e la legge 194 sfornano bugie da 45 anni
L’interruzione di gravidanza è stata imposta grazie a numeri gonfiati e fake news. E sulla norma feticcio, gli stessi relatori dicevano: «Vediamo come va e cambiamola».
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L’interruzione di gravidanza è stata imposta grazie a numeri gonfiati e fake news. E sulla norma feticcio, gli stessi relatori dicevano: «Vediamo come va e cambiamola».
Maurizio Mori, del Comitato di bioetica, stiracchia la sentenza sul caso Cappato per sostenere che vada considerato lecito l’intervento attivo dei sanitari per uccidere il malato. Intanto, Silvana Sciarra ribadisce il ruolo della Consulta nel sopperire all’«inerzia» del Parlamento.
La severità eccessiva degli antichi precettori formava persone frustrate, disposte a eseguire qualsiasi ordine venisse loro impartito. Ma oggi la tolleranza verso ogni capriccio crea squilibrati, incapaci anche solo di immaginare un’alternativa al potere dominante.
In Veneto 11 titolari di azienda si sono uniti: pensano che ogni nascita abbia anche un valore economico. E così aiutano in ogni modo i propri dipendenti. Investendo di tasca propria contro l’inverno demografico.
Lucio Malan (Fdi): «Vorremmo illegale la gestazione per altri anche se praticata all’estero».
La mamma e lavoratrice Anna Porchetti: «Ho scritto un libro contro la moda del matrimonio. Diritti e parità, ma ricusiamo i doveri».
Militanti e intellettuali come Marina Terragni hanno presentato un esposto in Procura dopo il via libera alla registrazione dei figli di coppie omogenitoriali: «Il sindaco non può ignorare che la surrogata è reato».
Oggi tutti la difendono contro lo spettro del «ritorno del fascismo». Ma se ne dimenticano quando propongono indottrinamenti gender o leggi bavaglio come il ddl Zan. «Diritti» che non compaiono tra i principi della Carta.
L’aborto irrompe nel dibattito, ma i conservatori vanno a rimorchio di Chiara Ferragni. E Fratelli d’Italia, anziché difendere i nascituri, assicura che, dove governa, se ne stroncano nel grembo tanti quanti nelle altre Regioni. Allora, facciamo prima a eleggere Emma…
Il pater è la figura simbolica che fissa i confini e detta legge, strappandoci dalla ricerca sregolata dei piaceri. I giovani delle nostre banlieue sono figli di una società che conosce solo i desideri e disprezza ogni limite.
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