La sinistra snob sbaglia le previsioni poi attacca i poveri perché votano Boris
Il potere odia da sempre chi preferisce la realtà alla propaganda. Oggi il disprezzo tocca agli «ignoranti» colpevoli della Brexit.
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Il potere odia da sempre chi preferisce la realtà alla propaganda. Oggi il disprezzo tocca agli «ignoranti» colpevoli della Brexit.
Il prof che ha firmato l'appello contro il Fondo: «Con la riforma vogliono obbligarci ad attuare politiche restrittive che non possiamo più permetterci. L'Ue imiti gli Usa: bilancio federale e misure anticicliche».
Sono le rigidità francesi ad aver impedito un accordo sulla Brexit: continuando su questa strada si rischia di indurre il Regno Unito a stringere un'intesa anti Ue con gli Usa. Roma deve evitarlo facendo da mediatrice.
Sulla Gran Bretagna analisti e politici hanno dato il peggio di sé, dipingendo l'inquilino di Downing Street come un pagliaccio che si era infilato in un vicolo cieco a dispetto del volere popolare. Era vero il contrario.
Da Federico Fubini a Piero Fassino, gli «esperti» di casa nostra avevano tutti predetto la rivincita del «remain». Sbagliando ancora una volta.
Siamo i più legati alla Gran Bretagna nella finanza e nella Difesa. Chiudere accordi con Londra e Washington ci renderebbe fondamentali nel Mediterraneo. Incombe però il trattato con Parigi promosso dal Quirinale.
La leader di Fdi: «Il popolo inglese ha ribadito che c'è vita fuori dall'Ue. Non sono per lasciarla, ma ora c'è un'alternativa all'Europa. Abbiamo perso un argine all'asse francotedesco, però possiamo sfruttare la situazione per accrescere il nostro peso contrattuale».
Quattro accademici della London school, tra cui Paul De Grauwe, fanno a pezzi il salva Stati: «Riforma squilibrata». Sotto accusa gli aiuti inaccessibili per molti Paesi e il potere di ricatto dei veti nazionali.Presentato ieri a Roma il libro che…
L'ultimo numero di Sfide, il periodico della Fondazione Craxi che come sottotitolo ha «Non c'è futuro senza memoria», dedica la sua sezione monografica ai Balcani occidentali. Tra gli altri temi trattati molto interessante è l'articolo che spiega come la classe…
Grottesca scenetta all'Europarlamento: l'ex premier intona la canzone con i colleghi commissari socialisti. L'autogol è servito. L'inno della Liberazione cantato dalla cupola dei burocrati è un calcio in bocca alla sinistra.
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