L’Iran terrorizza il turismo globale
Crolla l’indice dei servizi del Vecchio continente (47,4 punti). E Confindustria alberghi lancia l’allarme sulla domanda in calo. Boom di voli cancellati: già 20.000 in Germania.
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Crolla l’indice dei servizi del Vecchio continente (47,4 punti). E Confindustria alberghi lancia l’allarme sulla domanda in calo. Boom di voli cancellati: già 20.000 in Germania.
Mentre lo choc petrolifero e l’inflazione frenano le immatricolazioni in Europa (+1,7%), il Dragone passa da acquirente a concorrente. Il tracollo elettrico spaventa Volkswagen (-80% negli Usa). Male Porsche (-15%).
Gli Etf sui governativi registrano cali fino al 7%. Una instabilità acuita dalle tensioni internazionali e da quelle di politica interna. Fra i titoli spicca Legal & General, con alti dividendi e il ruolo di cassaforte. Giù 3i Group.
Ghribi: base concreta per potenziare la collaborazione nella sanità fra Egitto e Italia.
Pechino si è resa meno vulnerabile alle crisi energetiche e ora, malgrado la crescita debole e la grana del real estate, è solida. Più esposta Seul, mentre Nuova Delhi rischia il 3% del Pil solo con le rimesse dal Medio Oriente.
Dopo la chiusura del cancelliere, Bettina Orlopp, l’ad della banca tedesca che ha ricevuto un’offerta di acquisizione, apre all’istituto italiano: «Saremmo assolutamente pronti a sederci e discutere». Orcel aveva avvisato il governo Meloni della mossa.
L’ad francese di Generali chiude il 2025 con profitti a 4,3 miliardi, incrementa il dividendo del 14,7% (sopra le attese) e rilancia, dopo l’operazione Montepaschi-Mediobanca: «Saremo felici di rimpatriare in Italia i risparmi di Mps oggi affidati ad Axa».
A rischio il modello di business di molti istituti, che si interrogano sulla tenuta dei margini nel lungo periodo. La crisi a Teheran si riflette su petrolio e gas: con l’inflazione che galoppa, la discesa dei tassi si fa più lenta.
In Borsa l’abbigliamento accessibile ha perso l’11% nell’ultimo anno. I marchi occidentali non sono più uno status symbol per i giovani asiatici. Tra le poche eccezioni, spicca il + 20% di Ralph Lauren.
Kering guadagna l’11% in Borsa, ma il settore fatica a tornare agli anni d’oro. Il problema sono i prezzi troppo alti e un pubblico, soprattutto fra i più giovani e la classe media, non più attaccato agli status symbol.
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