I peggiori puntano le nostre coste. Ma l’Ue ci bastona sul ddl Sicurezza
Il commissario Michael O’Flaherty scrive ai senatori: «Non votatelo». Ira di Ignazio La Russa.
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Il commissario Michael O’Flaherty scrive ai senatori: «Non votatelo». Ira di Ignazio La Russa.
Attivisti al Tar contro le attività in Libia finanziate dalla Farnesina. Quelle europee, rese possibili dagli accordi con i Paesi nordafricani, nel 2024 sono valse 20.000 rimpatri.
Il centrodestra, premier in testa, esulta. Elly Schlein rosica: «Gli daremo ancora battaglia».
Respinte le accuse di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio: il fatto non sussiste. Applausi in aula. Il leader del Carroccio: «Ha vinto l’Italia. Difendere la Patria non è reato». La Ong: «Valutiamo ricorso».
Esito scontato di un processo che non doveva esistere: tempo e soldi buttati solo per la vendetta meschina di Giuseppe Conte.
Gli ermellini: i decreti non si annullano tramite le sentenze, gli stranieri motivino i rischi derivanti da rimpatri. La Corte Ue, però, ci impone i migranti anche con gli hotspot pieni. Il premier spinge su Paesi sicuri e Albania.
Se oggi condannassero Matteo Salvini nel caso Open Arms, le toghe si porrebbero al di sopra degli atti legittimi di un rappresentante eletto. Condivisi dal governo di cui faceva parte.
I dati del penultimo trimestre 2024: +35% di espulsioni rispetto al 2023. Persino verso la Siria ancora retta da Assad e la Georgia filorussa: alla faccia dei «Paesi sicuri». Le più severe: Francia, Germania e Spagna.
Lo ha dichiato l'eurodeputato di Fratelli d'Italia in un'intervista a margine della plenaria del Parlamento europeo di Strasburgo.
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