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In manette il mafioso che inguaiò Expo e Fiera di Milano

Il 28 maggio è stato arrestato Calogero Nastasi, deve scontare ancora 2 anni di carcere dopo le condanne sul caso Nolostand. Fermato a Partanna in provincia di Trapani, era riuscito a inserirsi con il consorzio Dominus in Expo 2015. La vicinanza alla famiglia di Matteo Messina Denaro.

Lo hanno arrestato la scorsa settimana nella sua Partanna, in Sicilia, nella provincia dove si nascondono i segreti della latitanza del boss dei boss Matteo Messina Denaro. Ma Calogero Nastasi, 72 anni, è quasi più noto alle cronache milanesi e lombarde rispetto a quelle siciliane. Deve scontare una condanna residua di 2 anni, 11 mesi e 29 giorni, per associazione per delinquere e dichiarazione fraudolenta. A disporla è stata la procura generale di Milano dopo quell'indagine che tra il 2014 e il 2017 aveva approfondito le infiltrazioni mafiose nella Fiera tramite il consorzio Dominus nella controllata Nolostand. In quell'inchiesta non ci finì solo il vecchio Nastasi, ma anche il figlio Giuseppe insieme con un altro imprenditore siciliano, Liborio Pace. Nastasi senior, che aveva fatto da prestanome, era stato condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione, con il sequestro di tutti i conti correnti. Non va dimenticato che già nell'ordinanza d'arresto era emerso che la «famiglia mafiosa degli Accardo di Partanna», in provincia di Trapani, a cui sarebbe legata la famiglia Nastasi, ha notevole «importanza» nel panorama dei clan anche per «la forte vicinanza con la famiglia di Castelvetrano Messina Denaro».

In quell'inchiesta emerse chiaramente come «Fiera Milano fornisse, su richiesta degli espositori, servizi di allestimento di padiglioni e spazi espositivi tramite la società controllata Nolostand Spa. E come Nolostand a sua volta, si avvalesse per l'espletamento dei lavori della società Dominus Consortile (con sede legale in viale Monte Nero e sede operativa in Novate Milanese), riconducibile a Nastasi Giuseppe e a Pace Liborio». Nella sentenza del 20 aprile del 2017, firmata dal giudice Alessandra Del Corvo, si legge che «Fiera Milano, all'epoca dell'avvio delle indagini, aveva già siglato accordi con Expo Spa».

Nello specifico i carabinieri di Rho nella segnalazione inviata alla procura di Milano, «riferivano di aver appreso le notizie riportate da un'attendibile fonte confidenziale», ovvero Domenico Pomi (generale di brigata dei Carabinieri morto nel luglio 2015 e all'epoca responsabile della security di Fiera Milano) e «di aver quindi proceduto all'acquisizione dei necessari riscontri». Grazie a quella segnalazione si scoprì che la Dominus Società Consortile «era diventata già nel 2011 referente unico per i vari Paesi partecipanti ad Expo 2015». Per arrivarci «era stato modificato l'oggetto sociale che aveva permesso di aggirare il protocollo di legalità tra Prefettura di Milano ed Expo 2015 e le previsioni in materia di tracciabilità: la stessa Fiera lo aveva firmato. E infine, «a seguito di ciò e nel giro di pochi mesi, il consorzio Dominus era diventato infatti il principale referente per Nolostand e dunque per Fiera Milano, subentrando al precedente consorzio (All Companv) ed occupando anche fisicamente, all'interno di Fiera, uffici in precedenza riservati alla Nolostand».

Peraltro, il cambio di amministrazione all'interno di Nonostand si era verificato «proprio all'atto del subentro del Consorzio Dominus. Con annotazione del 18 agosto del 2014, «la polizia giudiziaria dava conto anche dell'analisi dei tabulati effettuata con riguardo a tutte le utenze telefoniche di interesse, analisi da cui emergevano, tra l'altro, costanti contatti tra le utenze intestate al Consorzio Dominus e le utenze intestate a Nolostand e Fiera Milano». La vicenda Nolostand ha lasciato lunghi strascichi. La società è stata commissariata da luglio 2016 a fine giugno 2017, mentre Fiera da ottobre a settembre. Non solo. Come scritto dalla Verità il 1 maggio scorso il rischio di infiltrazioni tra i fornitori del gruppo, vedi il caso Pfe, rimane ancora alto. A questo si aggiunge che il 31 maggio le deleghe gestionali sono state temporaneamente affidate al presidente (capo del personale di Fiera) Enio Gualandris. Ma di questo a Partanna non sanno nulla.

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